Un \prod piu' largo per ficcarci dentro quel che mi pare

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Messaggioda salvo.tringali il lun 23 apr 2012, 12:43

Supponete di voler creare una variante dinamica del simbolo di produttoria, \prod, di modo da poter scrivere al suo interno, nello spazio delimitato in alto dalla stanghetta orizzontale e ai lati dalle stanghette verticali, in linea con il centro ideale di \Pi, il nome (quindi testo) di una categoria, in linea di principio, lungo quanto vi pare (ad es., \mathbf{C}, \mathbf{Grp}, \mathbf{PSV}\text{-}\mathbf{Rg}, etc) - da cui la richiesta che la variante sia definita dinamicamente, per adattarsi alla lunghezza della stringa. Avete idea di come si possa fare? In alternativa, che simbolo usereste in un contesto in cui convivono i prodotti di due o piu' categorie con prodotti e, per un eccesso di formalita', vi e' necessario distinguere fra i prodotti dell'una e i prodotti dell'altra anche notazionalmente?
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Messaggioda killing_buddha il lun 23 apr 2012, 13:26

Usare \substack e scriverlo sotto e' troppo brutto?

    \displaystyle \prod_{\substack{i\in I \\ \mathbf{MyCat}}}
Si'.

Scrivilo sopra:

    \displaystyle \prod_{i\in I}^{\mathbf{MyCat}}}
o di lato, con \sideset (al momento non ricordo la sintassi):
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Messaggioda salvo.tringali il lun 23 apr 2012, 13:40

Sono entrambe soluzioni molto brutte, se consideri il caso in cui la formula che contiene il prodotto e' di tipo inline e l'insieme degli indici e' finito.
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Messaggioda ma_go il lun 23 apr 2012, 13:55

concordo sul fatto che siano entrambe soluzioni abbastanza antiestetiche...
se mai mi dovessi trovare ad averne bisogno, io probabilmente userei \displaystyle {\prod_{i\in I}}^\mathbf{Cat}, e terrei sempre l'insieme indicizzante in basso (anche se l'insieme è numerato). se proprio, numera le categorie, o usa abbreviazioni più corte per i nomi..
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Messaggioda salvo.tringali il lun 23 apr 2012, 14:12

Decisamente, seguiro' il tuo consiglio, ma_go.

If $\mathbf{C}$ is a category, $n \in \mathbb{N}$ and $f_i: X_i \to Y_i$ is a morphism of $\mathbf{C}$ ($i=1,2,\ldots, n$), we write \prod_{1 \le i \le n}^\mathbf{C} X_i for the product of $(X_1, X_2, \ldots, X_n)$ in $\mathbf{C}$ (if it exists), or simply \prod_{i=1}^n X_i when $\mathbf{C}$ is clear from the context, and $f_1 \times_\mathbf{C} f_2 \times_\mathbf{C} \cdots \times_\mathbf{C} f_n$ for the universal map in the $\mathbf{C}$-product of $(f_1 \circ_\mathbf{C} \pi_1, f_2 \circ_\mathbf{C} \pi_2, \ldots, f_n \circ_\mathbf{C} \pi_n)$, where $\pi_i$ is the canonical projection \prod_{1 \le i \le n}^\mathbf{C} X_i \to X_i. In particular, we use f^{n,\mathbf{C}} in place of $f_1 \times_\mathbf{C} f_2 \times_\mathbf{C} \cdots \times_\mathbf{C} f_n$ if $f_1 = f_2 = \cdots = f_n$, or simply f^{n} if there is no danger of ambiguity.

Direi che ha un bell'aspetto, si'.
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Messaggioda salvo.tringali il mer 30 mag 2012, 20:28

Alla fine, ho fatto diversamente: \prod_\mathbf{C} \{A_i\}_{i \in I}. Dà l'idea che \prod_\mathbf{C} agisca come un'operatore.
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